Jupiter Blue

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Navighiamo in un mare incerto di colori e abbiamo a nostra disposizione buone mappe per orientarci. Ma fra le nostre mappe mentali e la realtà c’è la stessa distanza che fra le carte dei naviganti e la furia delle onde sulle rocce bianche delle scogliere dove volano i gabbiani.

Il fragile velo che è la nostra organizzazione mentale è poco più di uno strumento maldestro per navigare attraverso i misteri infiniti di questo caleidoscopio magico inondato di luce in cui stupiti ci troviamo ad esistere, e che chiamiamo il nostro mondo.

We navigate in an uncertain sea of colours and have at our disposal good maps with which to orientate ourselves. But between our mental maps and reality there is the same distance as between the charts of sailors and the fury of the waves crashing against the cliffs, where the gulls hover and cry. 

That fragile web, our mental organization, is little more than a clumsy tool for navigating through the infinite mysteries of this magical light-flooded kaleidoscope in which we are amazed to exist and that we call our world.

Helgoland, Carlo Rovelli

Image credits: Jupiter Blues – Enhanced Image by Gerald Eichstädt and Sean Doran (CC BY-NC-SA) based on images provided Courtesy of NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

Exultation is the going

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Exultation is the going
Of an inland soul to sea,
Past the houses – past the headlands
Into deep Eternity –
Bred as
We, among the mountains,
Can the sailor understand
The divine intoxication
Of the first league out from land?
.
Esultanza è l’andare
di un’anima di terra verso il mare,
oltre le case, oltre i promontorí –
dentro l’eternítà profonda –
Quanto noi,
stirpe dei monti,
può capire il marinaio
la divina ubriacatura
del primo miglio al largo della sponda?
.
L’esultanza è l’andare / Exultation is the going
Emily Dickinson
Photo credit @west_aussie_mick

Morning

Morning is due to all –
To some – the Night –
To an imperial few –
The Auroral Light –

Il Mattino spetta a tutti –
Ad alcuni – la Notte –
A un’imperiale esiguità –
La Luce dell’Aurora –

Morning is due to all — Emily Dickinson, 1577
Sunrise view at the International Space Station
Image Credit: NASA

Chambered Nautilus

È sempre una donna ciò di cui si ha bisogno, 
nella carne e nella mente.
La parte di noi che è terra e aria, 
che impasta l’argilla nera della notte 
e soffia la polvere sulla luce grigia dell’alba. 
La donna che esiste nel gelo dentro le ossa, 
che provoca dolore e fa sentire soli.
Affamati di quel calore che è lei,
protetti e insicuri.
A chi ci ha generati abbiamo strappato il cuore 
bisognosi di trattenerlo per sempre.
In mano, ci restano solo pietre.
Soli, nella nostra grotta profonda, le sfreghiamo forte. 
Ad ogni scintilla ci sussulta il cuore, 
sarò finalmente il mio calore? 
Difficile essere la donna che siamo, 
è una potenza sensibile che fa perdere la testa 
in ondate incontrollate
che vanno comprese e imparate. 
Tutto da capo, tutto fa male.
Mi ritrovo davanti i miei stessi occhi di donna. 
Un po’ tremo, un po’ amo.

© Poem Copyright @annikapettini
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Leen Kondakji

Asserting that the world is real,
you are blind to its deeper reality;
denying that the world is real,
you are blind to the selflessness of all things. […]
Step aside from all thinking,
and there is nowhere you can’t go.

Seng Ts’an, The Mind of Absolute Trust
© Copyright Leen Kondakji @patternandrepetition